Cinema senza frontiere all’Arena Argentina!

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Proiezione L’ altro volto della speranza di Aki Kaurismäki
Arena Argentina
Martedì 8 agosto alle ore 20.40 all’Arena Argentina, nell’ambito del programma di Tre giorni senza frontiere, la grande iniziativa di solidarietà e integrazione organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio Sicilia e checoinvolge oltre 250 migranti, si terrà la proiezione del film di Aki Kaurismaki “L’altro volto della speranza”.
La proiezione sarà preceduta alle ore 19.45 dalla presentazione del libro “Welcome! Sussidio per adolescenti e giovani sull’accoglienza e l’integrazione dei migranti”.
Tre giorni senza frontiere prenderà il via martedì 8 agosto e si concluderà venerdì 11 agosto:

info sul programma

Martedì 8 agosto presso Arena Argentina, via Vanasco 10,
presentazione ore 19.45 ingresso gratuito
proiezione film ore 20.40 ingresso 3 euro, Ridotto (fino a 12 e over 60) € 2,50 Tesserati Cinestudio € 2,00
Il film
L’altro volto della speranza, di Aki Kaurismaki,con Sherwan Haji, Sakari Kuosmanen, Ilkka Koivula, Janne Hyytiäinen,
Nuppu Koivu. Titolo originale: Toivon tuolla puolen. Genere Drammatico-Finlandia, 2017, durata 98 minuti.
Khaled è un rifugiato siriano che ha raggiunto Helsinki dove ha presentato una domanda di asilo che non ha molte prospettive di ottenimento. Wilkström è un commesso viaggiatore che vende cravatte e camicie da uomo il quale decide di lasciare la moglie e, vincendo al gioco, rileva un ristorante in periferia. I due si incontreranno e Khaled riceverà aiuto da Wilkström ricambiando il favore. Nella società che li circonda non mancano però i rappresentanti del razzismo più becero.

Alcune recensioni
Kaurismäki fa parte di quella specie rara di cineasti che andrebbe protetta perché offre al cinema una valenza (e violenza) morale inserendola in uno stile, perfino in una maniera. Con misura cinica e humour da Keaton, parco di parole ma generoso di suggestioni e distributore di solitudini, il finlandese Aki narra L’altro volto della speranza in una Helsinki da fantascienza.

Maurizio Porro, Il Corriere della Sera

 

Kaurismäki non è di questi, e non lo è anzitutto per la scelta del suo stile, per il modo in cui racconta, dettato dall’amore che porta ai suoi personaggi e dall’identificazione nelle loro pene. Non vuole commuovere, vuole capire e vuole aiutare a capire. Il finale di L’altro volto della speranza non è affatto consolatorio, non sappiamo se il protagonista sopravviverà alla coltellata del fascista. Non sappiamo cosa ne sarà delle migliaia e migliaia di persone come lui, in un’Europa decisamente frigida, decisamente egoista, con una sinistra molto ipocrita e molto di destra, e con una popolazione in cui abbondano i falsi buoni e quelli veri latitano, non agiscono.
Goffredo Fofi, Internazionale

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